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Si parla di accoglienza delle differenze religiose in ambito sanitario. All’EM sul counselling multiculturale


CEFPAS - 18 maggio 2016

Accoglienza delle differenze religiose in ambito sanitarioL’accoglienza delle differenze e delle specificità culturali e religiose nelle strutture sanitarie è il tema dell’Ottavo modulo dell’executive Master in Counselling e contesti multiculturali, realizzato dal CEFPAS di Caltanissetta. Responsabili Scientifici del percorso, alla seconda edizione nel prossimo autunno, Germano Garatto, Coordinatore di Reciproform, rete Europea di formazione intercultuarel nelle professioni di prossimità (Bruxelles) e Claudio Pasquale PASSANTINO, sociologo, Psicopatologo, responsabile Nazioanel Centro Sutdi “Sergio de Risio”. “L’incontro di oggi - dice il dott. Passantino - è il coronamento del percorso avviato l’anno scorso, un progetto territoriale di accoglienza delle differenze culturali in ambito sanitario che tiene conto del fenomeno migratorio. Gli operatori sanitari che concluderanno il percorso realizzeranno un Project Work che dia il senso dell’impegno e dell’interazione anche on altri contesti professionali e con altre realtà del territorio regionale". Tra i docenti, il dott. Alessandro BAZZONI, psicologo ASL Roma E: “Noi ci stiamo occupando di accoglienza multi-religiosa in ambito sanitario presso gli ospedali romani e il nostro interesse è nazionale: stiamo sollecitando il Ministero della Salute ad attivare un tavolo nazionale per l’accoglienza delle specificità Culturali e religiose nelle strutture ospedaliere di tutte le Regioni – dice il dott. Bazzoni - Obiettivo è fare in modo che le strutture sanitarie tengano conto delle esigenze dei portatori di interesse religioso per la costruzione di percorsi di personalizzazione cure, accessibilità e possibilità, per ciascuno, di trovare le risposte che si aspetta in accordo con il patto della Salute 2014 -2016”. Anche la Conferenza Espiscopale Siciliana ha fatto molto per il dialogo interculturale e religioso. Il Diacono Paolo GIONFRIDDO, Direttore Regionale dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Religioso ricorda gli incontri del maggio scorso a Palermo e dello scorso anno a Siracusa cui hanno preso parte rappresentanti delle confessioni religiose di tutto il mondo. “Questo oggi al CEFPAS - dice il Diacono Gionfriddo - è un complemento ai convegni organizzati generali sul tema organizzati in giro per la Sicilia, perché è orientato alla Formazione degli operatori sanitari. Questo dimostra che in Sicilia si sviluppa una coscienza sanitaria per le differenze religiose ma bisogna orientarla e potenziarla anche mediante una maggiore attenzione istituzionale”. Il rispetto e l’ascolto delle differenze culturali e religiose è al centro dell’art. 38 della Legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, come ricorda l’avv. Antonella CAPATI, del Tribunale ecclesiastico regionale del Lazio “L’incontro di oggi sancisce ancora più chiaramente l’importanza dell’applicazione dell’Art. 38 della Legge che istituisce il servizio sanitario nazionale raccomandazione a livello europeo art. 8 e 19 della Costituzione. Si tratta di dare una piena attuazione alla Costituzione, combattere i muri del pregiudizio per facilitare la comunicazione e l’ascolto della differente domanda di salute mediata a livello culturale e religioso per creare sinergia tra Istituzioni, volontariato e sistema sanitario”. La cura del progetto didattico del modulo, oltre al dott. Bazzoni, è stata affidata a Luigi DE SILVA, Rappresentante Nazionale della sezione Italiana di “Religions for Peace”. “Religion for peace nasce nel 1970 in Giappone, in piena Guerra fredda in una situazione in cui lo scetticismo verso la religione era crescente anche per ragioni comprensibili per la sua natura autoreferenziale delle maggiori confessioni religiose. La sfida adesso è di creare le reti a livello nazionale ed internazionale come antidoto per superare le sfide poste dalle aspettative impazienti del positivismo e dell’attesa messianica. Prendersi cura delle ferite della storia stando insieme per liberarci dall’ingenuità di imporre agli altri soluzioni precostituite e ascoltare anche dagli altri cosa ci accomuna. Il cuore della spiritualità è l’empatia vera, l’ascolto, l’evitamento dell’elusione della sofferenza dell’altro, atteggiamento adatto che viene adottato naturalmente nelle strutture sanitarie che si occupano dell’altro ”.

(Valentina Botta, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) 18/05/2016

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