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Middle management - Corso di formazione manageriale per DSC, sede Caltanissetta


Caltanissetta, 11 maggio 2016

Fabio Crapitti«Si parte dall'analisi delle auto-resistenze, come la paura dell'ignoto, dell'imprevisto che è sempre lì in agguato, ansie che nel passaggio al 'ruolo' possono condizionare la gestione sia delle risorse umane sia del budget assegnato».
«L'impostazione adottata in aula innanzitutto parte dalla consapevolezza di sè, insieme all'obiettivo che si intende raggiungere e agli strumenti che si hanno a disposizione. Poi i professionisti sono spinti a comprendere l'approccio con cui si intende affermare il 'ruolo'».
Nel "Corso di formazione manageriale per Dirigenti (Direttori) di struttura complessa - Area ospedaliera e territoriale" sede di Caltanissetta, giunto al suo terzo modulo formativo dal titolo "Lo sviluppo delle abilità manageriali", abbiamo intervistato Fabio CRAPITTI , formatore/esperto nella tematica change management, coaching e team building.
«I colleghi, che hanno partecipato alla sessione sul CHANGE MANAGEMENT, hanno certamente le competenze indispensabili per il governo della complessità e del cambiamento in Sanità. Tuttavia, devono fare un salto, soffermandosi con capacità di analisi sui punti di forza e di debolezza, sulle minacce e sulle opportunità delle criticità organizzative e gestionali legate alla direzione di una sruttura, impiegando tutti gli strumenti manageriali che nel corso di questo percorso hanno approfondito».
«L'Ania - Ass. Naz.le fra le Imprese Assicuratrici - rileva l'aumento delle denunce per malpractice medica. C'è una maggiore consapevolezza e attenzione dei pazienti alle cure ricevute e ormai i medici personalmente sono sotto accusa per interventi e prestazioni che hanno causato danni gravi o permanenti. Bisogna quindi diffondere, soprattuto in un contesto così complesso, la cultura delle soft skills rispetto alle competenze specifiche di dominio del professionista sanitario, migliorando i rapporti tra medico e paziente, l'empatia, l'ascolto attivo, poichè il paziente parte consapevole ed attiva del percorso terapeutico prenderebbe con più coscienza l'iniziativa di rivolgersi o no ad un tribunale».

(Vanda E. Anzaldi, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) 18/05/2016

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