In Primo piano

Incontro sul tema “La tutela dei minori senza il tribunale per i minorenni?”


Caltanissetta, 13 giugno 2016


Bambino maltrattatoLunedì 13 giugno, presso l’Aula Magna “Saetta e Livatino” del Tribunale di Caltanissetta, si è realizzato il primo incontro sul tema “La tutela dei minori senza il tribunale per i minorenni?” a cui hanno preso parte, operatori della giustizia, dei servizi sociali ed esperti del settore.
L'incontro è stato organizzato da Giovanbattista TONA, Magistrato della Scuola Superiore della Magistratura – Struttura Territoriale di Formazione - Distretto di Corte d’Appello di Caltanissetta, con la collaborazione delle sezioni di Caltanissetta dell'Associazione italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia (A.I.M.M.F.), dell'Associazione Nazionale Magistrati (A.N.M.), dell'Ordine degli Avvocati, della Scuola forense nissena e del Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del personale del servizio sanitario (CEFPAS). Emanuele LAURIA, giornalista di "Repubblica", ha fatto da moderatore dei lavori.
L’obiettivo dell’incontro di studio era condividere con il territorio il disegno di legge, approvato alla Camera e in discussione al Senato, che prevede la soppressione dei Tribunali per i minorenni e della Procura per i minorenni e la loro sostituzione con sezioni specializzate istituite presso i tribunali e le procure ordinarie.
I relatori intervenuti, all’unanimità, hanno espresso diversi dubbi sulla coerenza logica della riforma rispetto alla tutela dei bambini e degli adolescenti, in un momento storico in cui il modello della giustizia minorile italiana, è stato preso d’esempio dal Parlamento Europeo che ne auspica l’adozione.
Il Sindaco, Giovanni RUVOLO, ha sottolineato l’importanza della prevenzione svolta dal Tribunale e dalla Procura per i minorenni, che si è sempre sviluppata sulla stessa direzione del Comune e dei servizi sociali attraverso interventi a favore dei minori e delle famiglie.
Fernando ASARO, presidente A.N.M. sezione distrettuale di Caltanissetta, ha precisato che in un contesto territoriale così complesso, parlare di giustizia minorile in termini di efficienza è poco rispondente ai bisogni e alla realtà del territorio. La giustizia non è un’azienda, il processo minorile non può essere gestito in maniera manageriale.
Pierluigi ZODA, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Caltanissetta, ha evidenziato l’importanza delle competenze e delle specializzazioni dei magistrati minorili che gestiscono il processo minorile all’interno di un sistema organizzativo, che seppure migliorabile, funziona.
Emanuele LIMUTI, Presidente fondazione Scuola Forense Nissena “G. Alessi”, ha sottolineato la problematicità della riforma che sembra prendere le distanze dal minore, l’area minorile riguarda il nostro futuro quindi la riforma riguarda tutti noi. Anche Giuseppe Vasco, Segretario A.I.M.M.F. sezione di Caltanissetta, ha espresso l’importanza del giudice minorile che rispetto al giudice ordinario ha la possibilità di condividere le proprie competenze con il giudice onorario, esperto dei processi evolutivi. Lavorare sulla prevenzione ed impegnarsi culturalmente per garantire la tutela del minore.
Maria Vittoria RANDAZZO, sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Palermo, ha sottolineato il valore dell’ascolto che contraddistingue il giudice minorile ma che dovrebbe rappresentare la dimensione comune a tutti i magistrati. La riforma modifica la natura del magistrato e del procuratore minorile, il magistrato minorile insieme al procuratore lavorano come degli esploratori, l’operato del lavoro della procura non va valutato dal numero degli arresti ma da tutte le azioni messe in atto per il processo di recupero dei minori che, spesso, rappresentano la vera guida per intraprendere azioni a loro tutela.
Gabriella TOMAI, presidente vicario del Tribunale per i minorenni di Caltanissetta, ha evidenziato quanto, nel lavoro del giudice minorile, sia importante mettersi dal punto di vista dei bambini, dovremmo aprire il cuore e la mente, concentriamoci sulla tutela, facciamo cultura, facciamo politica mettendoci dalla parte dei bambini.
Leoluca ORLANDO, sindaco di Palermo e Presidente dell’ANCI Sicilia, confermando la sua posizione contraria alla riforma, ha evidenziato come la normativa è inadeguata rispetto alla tutela dei minori riconoscendo particolari meriti professionali ai giudici minori, competenze che sono all’altezza del mondo vitale del bambino.
Maria Vittoria RANDAZZO, sostituto procuratore generale presso la Corte di Appello di Palermo, ha tracciato la storia della giustizia minorile, il giudice minorile è il giudice dei saperi integrati, si relaziona con tutte le istituzioni che partecipano all’evoluzione e al recupero del minore. L’ascolto è diventato un diritto per il minore, il giudice, il procuratore per i minorenni, i servizi sociali garantiscono la tutela del minore e dei suoi diritti anche negli ambiti familiari dove, in alcuni casi, vengono violati molti di questi diritti (maltrattamento fisico, psicologico, abuso). La scuola, i servizi territoriali, i tribunali, i servizi sociali, lavorano per fare prevenzione e tutela, la procura minorile fa da cerniera, da un lato indaga e dall’altro propone azioni a tutela del minore collaborando in sinergia con i giudici minorili ed i servizi perché il processo minorile è sempre in continua evoluzione. Per ascoltare un bambino è necessario avere delle competenze e una formazione specifica per gestire anche l’impatto emotivo di chi ascolta. La conoscenza del minore favorisce un provvedimento individualizzato, a misura di minore. La composizione del collegio misto, giudici togati e giudici onorari, permette di assumere decisioni condivise e integrate perché la prevenzione, per essere tale, deve coinvolgere tutti i servizi ed essere trasversale.
Luciano TROVATO, presidente del Tribunale per i minorenni di Catanzaro, sottolineando l’incoerenza della riforma, ha evidenziato che si parla di soppressione dei Tribunali per i minorenni senza parlare delle competenze specifiche in un ambito dove la specializzazione dei giudici e la composizione mista del collegio è necessaria e indispensabile per il mondo della giustizia minorile.
Angelo LOMAGLIO, direttore del CEFPAS, ha focalizzato l’attenzione sul fatto che la giurisdizione minorile è fondata sulla multidisciplinarietà e sulla contaminazione dei saperi. I giudici minorili, infatti, collaborano attivamente con tutti servizi ed enti del territorio inclusa l’area della formazione socio-sanitaria, l’aggiornamento delle linee guida sull’abuso e maltrattamento dei minori vittime di violenza, è un esempio di confronto tra le diverse professionalità che operano nel mondo della giustizia minorile, dei servizi sociali, del comune e della formazione. Per fare prevenzione bisogna mantenere la rete e costruire momenti formativi a sostegno della rete. La formazione lega i diversi saperi, favorisce il confronto a tutela del minore e dell’adolescente.

(Eleonora Indorato, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) 14/06/2016

Vulnerability Scanner