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Annegamento bambini, il promemoria redatto dall’Accademia dei Pediatri Americani

Ogni anno in estate si verificano gravi complicanze per annegamento per tanti bambini e adolescenti.

Secondo gli ultimi dati disponibili, riportati in un rapporto sugli incidenti in acqua dell’Istituto superiore di sanità pubblicato nel 2016, tra il 2010 e il 2012,  in Italia sono morte per annegamento 1129 persone, circa 380 all’anno: 73 (circa 25 l’anno) erano bambini con meno di 14 anni, soprattutto maschi (il 75%).

Il miglior antidoto contro l’annegamento, ovviamente, è sapere nuotare. La pratica del nuoto, tra l’altro, oltre a essere importante per una questione di sicurezza, lo è anche per il benessere dei bambini, essendo uno sport completo e adatto a tutte le età. I vari stili di nuoto si possono imparare in genere a partire dai cinque anni, ma anche prima, già a tre anni, si può imparare a galleggiare e a nuotare.

Braccioli, ciambelle, animali gonfiabili e materassini non sono strumenti di protezione ma giocattoli e come tale devono essere utilizzati. Questi oggetti devono essere utilizzati solo in acqua bassa e sotto la sorveglianza degli adulti, perché altrimenti possono addirittura rivelarsi controproducenti. Possono infatti indurre un falso senso di sicurezza, ed essendo sensibilissimi alle correnti, rischiano di trascinare i bambini al largo.

In caso di annegamento, per prima cosa, bisogna valutare se il bambino è cosciente o meno. Il bimbo è cosciente se respira, apre gli occhi, se tossisce. In questi casi il bambino va messo sul fianco, per farlo respirare meglio, nella posizione laterale di sicurezza.

In caso contrario, se avvicinando l’orecchio al suo volto non sentiamo rumori o il torace non si espande, si procede con due insufflazioni tenendo il bimbo sdraiato con la testa estesa con il naso chiuso con due dita. Se non accade nulla, è necessario procedere con un massaggio cardiaco scoprendo il torace. Il ritmo è: 30 compressioni, due ventilazioni.

In allegato un “promemoria” pubblicato dall’Accademia dei Pediatri Americani (AAP), tradotto e diffuso dal dott. Marcello Vitaliti, Direttore Struttura Complessa Neonatologia e TIN- ARNAS CIVICO PALERMO.

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