
Come coordinatore del CEMEDIS, è con orgoglio che vedo ormai consolidarsi un traguardo che abbiamo perseguito con determinazione: la creazione di una Faculty di Pazienti Simulati interna al CEFPAS. Questo progetto, che abbiamo avviato nel 2024 attraverso percorsi formativi rigorosi che hanno coinvolto sia i futuri “pazienti simulati” che gli istruttori impegnati in corsi di simulazione con scenari, è un investimento metodologico per il Centro, nato per rendere la simulazione un’esperienza professionale totale, capace di coniugare competenza clinica e sensibilità relazionale.
L’obiettivo è chiaro: mettere la persona al centro della formazione per garantire qualità e massima sicurezza nei processi di cura del Servizio Sanitario.
Il Valore Aggiunto del Paziente Simulato
Abbiamo puntato sul Paziente Simulato. Ben lontano dall’essere un “attore”, è una risorsa didattica fondamentale, un professionista della simulazione, addestrato a restituire, in modo coerente e credibile, la complessità clinica ed emotiva di un paziente o di un familiare coinvolto nel processo di cura. Il suo prezioso contributo permette ai sanitari di:
- affinare competenze relazionali e comunicative in un ambiente “protetto” ma estremamente realistico;
- vivere l’errore come opportunità, promuovendo una solida no blame culture (cultura del non colpevolizzare) dove l’apprendimento avviene senza rischi per i pazienti reali;
- ricevere, durante il debriefing, un feedback unico: quello del “punto di vista del paziente”, essenziale per la sua crescita professionale empatica e consapevole.
Questo ultimo punto è un elemento centrale del ruolo svolto dal paziente simulato. Durante il debriefing, sempre su sollecitazione del docente che lo conduce, il paziente simulato partecipa attivamente alla riflessione post-scenario, condividendo vissuti e percezioni emotive provate che aiutano i partecipanti a comprendere l’impatto reale delle loro azioni.
Eccellenza e rigore: le nostre linee guida e il sistema di valutazione
Per garantire l’efficacia dell’intervento del paziente simulato nella didattica in simulazione e uniformità nella pratica, abbiamo strutturato un modello che ha previsto la messa a punto di specifiche linee guida, integrate nel Sistema di Gestione Qualità e di un puntuale sistema di valutazione, tutte procedure che garantiscono che ogni sessione sia efficace, replicabile e sicura per tutti.
L’impostazione utilizzata prevede innanzitutto che il paziente simulato e il team docenti lavorino insieme per impostare al meglio il copione degli scenari, assicurando che ogni dettaglio clinico sia riprodotto con precisione e realismo. Punto cardine della nostra metodologia è la Sicurezza Psicologica che tuteliamo attraverso protocolli specifici che prevedono colloqui preliminari, per escludere per ogni paziente simulato degli scenari per loro eccessivamente impegnativi emotivamente, il ricorso a “parole di sicurezza” che permettono di sospendere lo scenario in caso di criticità e briefing mirati post scenario, curati da psicologi, che agevolano l’uscita psicologica dal ruolo.
Il rigoroso sistema di valutazione infine interpella e mette a confronto istruttori, coordinatori dei corsi e pazienti simulati per la verifica dell’efficacia didattica, dell’adeguatezza e del realismo della performance.
L’impatto di questo investimento metodologico è già tangibile nelle attività svolte nel 2025 e lo sarà in quelle programmate per il primo semestre del 2026. Ecco qualche esempio.
Durante il corso Anestesia Locoregionale ecoguidata in sala operatoria e in urgenza, previsto per il 22 e 23 aprile, tre pazienti simulati saranno a disposizione degli anestesisti che potranno confrontarsi con la sonoanatomia reale. Con un realismo che solo il corpo umano può offrire, si potranno perfezionare in sicurezza e accuratezza nelle principali tecniche di anestesia locoregionale ecoguidata, con l’utilizzo dei simulatori di cui è dotato il CMEDIS per pratica locoregionale con ago retrattile, sonde ecografiche reali e moduli implementati con intelligenza artificiale
Nel corso Gestione dello Stroke a livello pre ed intraospedaliero (in programma per il 10-11 giugno) una nostra ps sarà impegnata nelle simulazioni che consentiranno agli operatori di affinarsi sul riconoscimento clinico precoce e gestione dello stroke, sfida fondamentale per allenare la rapidità diagnostica dei team di emergenza.
Nel corso Gestione dello stress nelle emergenze del 28 maggio prossimo, dove la tecnica si completa con la relazione, una donna agitata in preda all’ansia irromperà durante gli scenari mettendo alla prova il lavoro in team. La presenza della ps supporterà il team dei docenti, medici e psicologi, impegnati a guidare gli operatori dell’emergenza ad acquisire una migliore capacità di gestione della tensione, di comunicazione efficaci nelle situazioni di crisi, e di protezione del proprio equilibrio psicologico
L’integrazione strutturata dei pazienti simulati nella didattica in simulazione è la nostra risposta a una sanità che chiede sempre più competenze elevate, efficacia delle cure oltre ad una profonda umanità. Stiamo costruendo, insieme, una cultura della sicurezza in sanità.
Il Coordinatore del Centro di Simulazione del CEFPAS Maria Luisa Zoda

